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Elizhabet James, Sezione Centrale - Il primo giorno
view post Posted on 4/2/2008, 16:37Quote
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LOST Good Survivor

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 15/12/2009, 18:22


Sentii dei rumori, urla, grida, qualcuno piangeva, mi faceva male tutto sentivo un dolore al braccio sinistro, avevo male alla testa probabilmente avevo sbattuto da qualche parte forse contro qualche valigia o qualche pezzo d’aereo, fatto sta che era come avere un masso dentro la testa. Aprii gli occhi, vedevo tutto sfuocato, non capivo nulla c’era una confusione assurda, mi alzai su le ginocchia anche se molto lentamente perché il dolore alla testa era fortissimo e il braccio faceva male, avevo una ferita sulla gamba e un sacco di tagli su tutto il corpo. Era caldo, dietro di me ha una decina di metri un pezzo d’aereo stava bruciando, a 2 metri un ragazzo chiedeva aiuto, mi avvicinai, aveva una piccola scheggia d’aereo conficcata nel braccio. Non sapevo che fare, non ne sapevo molto in medicina avevo fatto un piccolo corso il primo anno di università, uno di quei corsi di routine, ma non ero un medico! Mi inginocchiai, la scheggia d’aereo era conficcata proprio bene: “Fa malissimo”disse il ragazzo. “Lo Immagino, aspetta, vado a chiedere aiuto!”. Mi alzai e mi diressi verso una donna stava aiutando una ragazza ad alzarsi e così li chiesi aiuto: ” Lei è un medico?”. “No, ma so qualcosa a riguardo...”. “Mi serve aiuto, Quel ragazzo, ha una scheggia d’aereo conficcata nel braccio!”. Insieme accorremmo e lei si inginocchiò accanto al ragazzo, “E’ una brutta ferita” disse lei e strappò la camicia del ragazzo legandone un pezzo in cima al braccio per fermare, o almeno diminuire la circolazione. "Per ora tieni questo e te aiutalo, cerca dell’acqua e qualcosa per tamponare la ferita ma non togliere il pezzo, di quello io non mi posso occupare, devo trovare qualcuno che se ne intenda, ci sarà almeno un medico tra noi!”. Si alzò e andò a cercare aiuto. “ Torno subito” dissi al ragazzo lui fece cenno di un ok e si sdraiò a terra. Mi alzai e mi diressi verso una valigia, all’interno raccolsi una canottiera da uomo e la bagnai con un po’ d’acqua e tornai dal ragazzo, tamponai la ferita e lui fece un segno di dolore: ”Brucia...”. Un uomo si avvicino, sulla trentina, comincio a tamponare e occuparsi della ferita: “Sono un medico” mi disse. Così lasciandolo il ragazzo mi allontanai e mi lasciai cadere in un sonno profondo.
Mi svegliò un ragazzo, era ormai il tardo pomeriggio, era Boone quello delle valigie sull’aereo. “ Sei da parecchio qui, ti senti bene?” io con voce ancora scossa risposi: “ Si…o almeno credo”. Avevo ancora un terribile mal di testa, ma stavo un po’ meglio. Mi aiutò ad alzarmi e mi porto a sedere vicino al fuoco lui si sedette accanto a me. C’erano diverse persone, saremo stati una decina, ma il nostro era solo uno dei tanti fuochi accesi sulla spiaggia.
“Allora Elizhabet...come mai sull’aereo?” mi chiese Boone “Wow, ricordi il mio nome! Bè...io sull’aereo...dovevo tornare a LA, sai ho un bar...cioè in realtà non è proprio mio, però è come se lo fosse. Tu invece?” risposi e lui: “Diciamo che ho avuto alcuni problemi con mia sorella, niente di speciale, ma sono dovuto andare fino a Sidney per lei”. “Bravo fratellone!” gli dissi io e ridacchiando cominciammo a chiacchierare del più e del meno. Mi presentò sua sorella, Shannon, dalla faccia non mi piaceva per niente. Dopo un bel po’ di tempo, non me ne accorsi nemmeno, un ragazzo un po’ cicciotello si avvicinò con un sacco di cibo in mano e ne distribuii un po’ per ciascuno, io mi presi la mia porzione, lo ringraziai e cominciai subito a mangiare, ero affamata! Ad un tratto mi accorsi che dall’altra parte del fuco c’era il ragazzo della ferita e così dopo aver salutato Boone mi avvicinai a lui. Aveva una faccia ancora scossa dal accaduto ed una fasciatura al braccio, mi sedetti accanto a lui: “Ciao, come stai?” gli chiesi. “Abbastanza bene, grazie per prima. Io sono Mike”. “Piacere Mike, Elizhabet.” E così feci conoscenza anche con lui, come me Mike era solo sull’aereo e faceva il fotografo. “Vi siete già conosciuti.” mi girai e c’era Boone, io sorrisi e lui si sedette, fino a qualche ora prima non lo conosceva neanche Mike ma si parlavano come se fossero già molto amici.
Boone ci salutò ed andò a parlare con sua sorella, sentii dei rumori, stavano diventando sempre più forti, mi girai, mi alzai, era incredibile, alberi spezzati, qualcosa di pazzesco! Avevo paura, mi strinsi a Mike, tremavo, tutti parlavano e si guardavano, cos’era quella cosa?? Tutto d’un tratto tutto si fermò. Ci allontanammo, eravamo tutti impauriti e spaventati. Tornammo al nostro fuoco. Ne parlammo un po’ anche Mike era sconvolto. Dopo decidemmo che forse era meglio cercare di dormire e così ci sdraiammo intorno al fuco. Mi appoggiai ad un sedile. Non ce la facevo a dormire, ero pensierosa. Continuavo a riflettere su tutto ciò che era accaduto, cominciavo a pensare che, forse, non sarebbe mai arrivato nessuno a prenderci, infine era passata un’intera giornata e non era arrivato nessuno. Cercai di scacciare quei brutti pensieri e mi lasciai andare, mi abbandonai in un sonno profondo.




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